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Educazione alla cittadinanza globale

La guida 2.0 “Cittadini del mondo”, che puoi consultare in questa sezione, è stata realizzata grazie al progetto “GlobalEdu” cofinanziato nell’ambito del Progetto LADDER “Local Authorities as Drivers for Development Education and Raising Awareness”.
All’interno della guida puoi trovare spunti e suggerimenti pedagogici e metodologici sui temi da affrontare e su come ideare, progettare e realizzare unità didattiche per Educare alla Cittadinanza Globale.

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Che cos’è l’Educazione alla Cittadinanza Globale? Secondo l’UNESCO l’educazione alla Cittadinanza Globale (o ECG), spesso presentata in rete con il suo nome originale inglese Global Citizehnship Education, ha l’obiettivo di offrire a ciascun abitante del pianeta la possibilità di:

  1. conoscere e comprendere, nel corso della sua vita, la complessità del mondo che lo circonda, i meccanismi di interdipendenza ed esclusione, l’origine delle disuguaglianze, i problemi legati allo sviluppo globale e il loro significato a livello locale e personale;
  2. avere un’opinione personale basata sulle informazioni e sulla conoscenza, sviluppando un modo di pensare critico;
  3. esercitare i propri diritti e le proprie responsabilità di cittadino, promuovendo la costruzione di un mondo più giusto e sostenibile.

È chiaro che l’educazione alla cittadinanza globale quindi non si esaurisce nel rapporto tra il Nord e il Sud del mondo, né nella solidarietà internazionale (e quindi nei progetti di sostegno alle popolazioni nei Paesi in via di sviluppo), ma riguarda tutti quei settori che hanno a che fare con la conoscenza del mondo, per esempio la pace e i diritti umani, le questioni ambientali, le dinamiche economiche, le migrazioni, le interdipendenze tra i Paesi, eccetera. 

Come funziona la guida 2.0 “Cittadini del mondo”?

  1. Accedi ai contenuti relativi a democrazia e partecipazione, multiculturalismo, diritto al cibo, diritto all’acqua, diritto alla salute e diritto al lavoro.
  2. Scegli la metodologia più adatta per educare alla cittananza globale, tra i laboratori didattici e il digital storytelling.

Buona lettura ed utilizzo della guida! Contatta le nostre associazioni per maggiori informazioni.

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Di cosa parliamo?

Ecco alcuni temi chiave dell'Educazione alla Cittadinanza Globale

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Multiculturalismo
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Diritto all’acqua

Quale metodologia utilizzare?

Ecco due metodologie per lavorare sui temi chiave dell'Educazione alla Cittadinanza Globale

Laboratori Didattici
Digital Storytelling
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Democrazia e Partecipazione

Per definizione la parola democrazia implica automaticamente la partecipazione. Si parla di democrazia infatti quando il potere di controllo e di gestione di un sistema è nelle mani del popolo, delle persone e normalmente è garantito da alcuni strumenti normativi e politici. È chiaro però che la democrazia non ha alcun valore se le persone non partecipano effettivamente alla gestione del potere da protagoniste.

La questione assume un’importanza ancora maggiore se la leggiamo nel contesto dei diritti umani, che riguardano tutti gli esseri umani in quanto tali, ma che per vari motivi non sono rispettati. Solo la consapevolezza di questo potere, la conoscenza degli strumenti a disposizione e la partecipazione attiva di tutti, ognuno secondo le proprie competenze e possibilità, può rendere il mondo effettivamente una democrazia.
Per maggiori informazioni contatta l’Ong marchigiana CVM – Comunità Volontari per il Mondo www.cvm.an.it

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Diritto alla Salute

La salute, secondo le direttive fondamentali stabilite dalla Conferenza Internazionale della Sanità (New York, 1946) e fatte proprie dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è definita come “uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non consiste soltanto nell’assenza di malattie o infermità.
Il possesso del migliore stato di sanità che si possa raggiungere costituisce uno dei diritti fondamentali di ciascun essere umano, qualunque sia la sua razza, la sua religione, le sue opinioni politiche, la sua condizione economica e sociale. I Governi hanno la responsabilità della sanità dei loro popoli: essi per farvi parte devono prendere le misure sanitarie e sociali appropriate” In linea con la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità le principali Convenzioni internazionali sanciscono il diritto alla salute come uno dei diritti fondamentali dell’individuo e delle collettività e la sua tutela uno dei doveri degli Stati.

Ancora oggi però la garanzia del diritto alla salute rimane legata a tanti fattori che non hanno niente a che fare con l’umanità dell’individuo. Ecco perché è importante essere consapevoli della sua importanza e della necessità di adoperarsi perché sia rispettato in tutto il mondo.
Per maggiori informazioni contatta l’Ong marchigiana C.E.S.T.A.S. (Centro di Educazione Sanitaria di Tecnologie Appropriate Sanitarie) www.cestas.org

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Diritto alla Salute

Il diritto al lavoro è sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani Lavoro, in quanto non rappresenta solo un’attività per ottenere un compenso economico, ma perché il lavoro è espressione delle potenzialità dell’individuo, strumento di realizzazione personale e coesione sociale.
Ovviamente si parla di un lavoro dignitoso, ovvero un lavoro in condizioni di libertà, sicurezza, dignità ed uguaglianza a cui vengano corrisposte adeguate retribuzione e protezione sociale, perché è solo a queste condizioni che il lavoro può essere mezzo di espressione. Il lavoro quindi non può essere lasciato al libero arbitrio del mercato, ma deve essere normato e gestito attraverso politiche e strumenti pubblici, che ne garantiscano la dignità.

Purtroppo spesso, e in tutti i Paesi del mondo, questo diritto non viene rispettato: le persone sono occupate in settori sensibili alle fluttuazioni economiche, sottoscrivono accordi contrattuali poco sicuri (quando li sottoscrivono), sono mal retribuiti, possono essere soggetti a licenziamenti senza preavviso, lavorano in condizioni disumane… per non parlare dello sfruttamento del lavoro dei bambini, per i quali dovrebbero addirittura esistere maggiori garanzie.
Per maggiori informazioni contatta l’Ong marchigiana ISCOS Marche www.iscos.cisl.it

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Diritto al cibo

Il diritto al cibo è stato riconosciuto fin dall'adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948 ed è inscritto nelle costituzioni di oltre 20 paesi, e circa 145 paesi hanno ratificato il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali del 1966, che impone esplicitamente agli Stati firmatari di legiferare sul diritto a un'alimentazione adeguata. Ma la sua interpretazione e attuazione è difficile, anche perché spesso è strettamente legato all’insufficienza o meglio all’iniqua distribuzione o alla cattiva gestione delle risorse e al loro sfruttamento rimandando alle questioni cruciali della responsabilità e della non-discriminazione.

In questo senso è fondamentale che tutti si sentano responsabili di questo diritto, anche e soprattutto attraverso azioni di consumo critico e con particolare attenzione ad un utilizzo corretto delle risorse.

Per maggiori informazioni contatta l’Ong marchigiana L’AFRICA CHIAMA www.lafricachiama.org

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Multiculturalismo

Il multiculturalismo oggi rappresenta un dato di fatto nel nostro Paese come in gran parte del mondo: è una situazione in cui sono contemporaneamente presenti gruppi di persone di origini, tradizioni e culture differenti. Il tema implica tutta una serie di questioni legate ai diritti, alla tutela delle minoranze, e allo stesso tempo alla ricchezza e al conflitto delle differenze.

La questione ovviamente va vissuta con un approccio aperto e il meno possibile etnocentrico, lasciando spazio al dialogo, allo scambio e alla contaminazione vicendevole. In questo senso va fatto un lavoro di decentralizzazione del proprio punto di vista, di presa di consapevolezza delle differenze e allo stesso tempo di ciò che accomuna, partendo chiaramente dall’umanità e dai diritti.
Per maggiori informazioni contatta l’associazione marchigiana ARCI – Comitato Territoriale di Ancona www.arciancona.org

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Diritto all’acqua

Essendo un bene vitale, l’acqua dovrebbe essere trattata diversamente rispetto agli altri prodotti del libero mercato. Secondo l’Onu gli Stati nazionali dovrebbero dare priorità all’uso personale e domestico dell’acqua al di sopra di ogni altro uso e dovrebbero fare i passi necessari per assicurare che questa quantità sufficiente di acqua sia di buona qualità e accessibile economicamente a tutti. In realtà molti paesi hanno affidato la gestione a grandi società private favorendo la trasformazione dell’acqua in merce. In questo modo a volte non tutti riescono ad avere libero accesso a questo bene

In questo contesto la battaglia per il diritto all’acqua, intesa come bene comune universale, dono naturale e non frutto dell’ingegno umano, necessita di una grande mobilitazione sia a tutela delle comunità dei paesi più poveri dove i pochi pozzi potabili rischiano di essere sfruttati a beneficio esclusivo delle grandi aziende multinazionali (sono oltre due milioni ogni anno i bambini vittime di mancanza di acqua potabile nelle regioni più povere del Pianeta) ma anche nei Paesi occidentali, dove ormai le leggi di mercato prendono il sopravvento rispetto ai diritti umani delle persone.


Per maggiori informazioni contatta l’ong marchigiana COSPE (Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti) www.cospe.org

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I laboratori sull’Educazione alla Cittadinanza Globale
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Sono uno strumento che si concretizza nella realizzazione di attività molto pratiche in cui la persona “fa”. Si possono utilizzare in tutte le occasioni di apprendimento in cui è richiesto un coinvolgimento personale diretto, che metta al centro lo studente (o in generale l’apprendente) e gli permetta di vivere e fare esperienza di una determinata tematica facendola propria ed interiorizzarla.

Si propongono di trasmettere informazioni specifiche e di stimolare un senso di responsabilità nei confronti del mondo, al fine di sentirsi partecipe della situazione globale.

Dovranno essere ideati tenendo presenti alcuni principi chiave e progettati tenendo presenti alcune fasi specifiche.

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Le fasi specifiche della progettazione di un laboratorio sono (da riadattare ai contenuti da trattare e al contesto di riferimento in cui si inserisce il laboratorio: luogo di svolgimento, numero dei partecipanti, background, età, ecc.):
Fase di motivazione
Per stimolare la curiosità degli studenti, esplicitare le conoscenze pregresse sul tema e fare ipotesi e previsioni sui contenuti.
Fase della conoscenza
Per proporre agli studenti i contenuti veri e propri, cercando allo stesso tempo di lanciare input e spunti di riflessione su cui poter lavorare anche più avanti.
Fase di analisi e approfondimento
Per lavorare in maniera autonoma (rispetto all’educatore) per approfondire, riflettere e interiorizzare gli argomenti trattati.
Fase di sintesi e rielaborazione
Per stimolare il confronto tra gli studenti, la loro rielaborazione delle informazioni e la loro attivazione in prima persona per la realizzazione di azioni concrete di cittadinanza globale.
Verifica
Per ultimare il lavoro svolto con un confronto tra educatore e studenti volto alla comprensione dell’utilità del laboratorio, dei contenuti, della fattibilità delle azioni proposte e in grado di far emergere prospettive future.
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DIGITAL
STORYTELLING
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Il digital storytelling è uno strumento pratico e innovativo per rielaborare esperienze di vita attraverso l’uso di strumenti digitali facilmente condivisibile sul web e quindi di forte impatto soprattutto sulle giovani generazioni.
Il suo uso è particolarmente utile nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza globale perché permette di rielaborare alcune tematiche, favorendone una buona consapevolezza.
L’obiettivo principale è quello di rendere i ragazzi protagonisti della propria storia, del mondo in cui vivono e delle sue dinamiche, e quindi di vivere la loro cittadinanza globale in modo attivo, partecipativo e responsabile.

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Le fasi specifiche della realizzazione di un digital storytelling sono:
1
La rielaborazione scritta dell’esperienza, attraverso un processo di scrittura al buio, con dei precisi limiti spazio temporali
2
La condivisione delle storie in un cerchio narrativo, lo scambio di feedback e riscrittura sintetica del racconto.
3
La creazione di uno storyboard, nel quale a ciascun frammento narrativo è associata un’immagine o un breve videoclip.
4
La registrazione della voce, un aspetto essenziale dello storytelling, perché è la voce che trasmette le emozioni del racconto. Deve essere chiara, avere il giusto ritmo e non essere disturbata da rumori di sfondo.
5
La ricerca o produzione delle immagini (foto o disegni) e dell'eventuale colonna sonora del video. In realtà la musica è facoltativa ma può aiutare a dare maggiore enfasi al racconto. In questa fase è importante fare molta attenzione al rispetto dei diritti di autore, ad esempio utilizzando immagini e video coperti da licenza Creative Commons, che ne permette il riutilizzo.
6
ll montaggio complessivo del materiale con l'uso di un software di video editing: online se ne trovano diversi anche ad uso gratuito e sono programmi estremamente intuitivi e facili da usare (ad esempio WeVideo).
7
Condivisione finale di tutti gli storytelling prodotti all'interno di un gruppo, fondamentale perché costituisce anche il primo feedback che i ragazzi ricevono prima della condivisione online con il mondo digitale.
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È evidente che si tratta di un percorso non facile, poiché strettamente legato ad esperienze personali, ma che, anche attraverso la facilitazione dello strumento digitale, aiuta i giovani ad appropriarsi del loro vissuto.
Di conseguenza è particolarmente indicata nella trattazione delle tematiche di educazione alla cittadinanza globale che vengono vissute in prima persona dagli studenti, come ad esempio situazioni di multiculturalismo e intercultura, l’impegno per l’ambiente, la partecipazione attiva e il volontariato, ma anche eventuali negazioni di alcuni diritti.

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